lunedì 18 febbraio 2008

205 o 206?

A meno che qualche (improbabile) boicottaggio non abbia luogo, le prossime olimpiadi di Pechino rischiano di registrare il record di partecipazione, almeno per quanto riguarda i paesi rappresentati. Ad Atene 2004 sono stati 202 (tanto per dare un'idea, alle prime Olimpiadi, nel 1896, erano 13). Nel frattempo, però, il Cio ha riconosciuto altri tre comitati olimpici: nel 2006 quello delle Isole Marshall e nel 2007 quelli di Tuvalu e del Montenegro che, si ricorderà, si era staccato dalla Serbia un anno prima. Si dovrebbe dunque raggiungere la cifra record di 205.
Ora però la Serbia ha perso un altro pezzo, con la dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Kosovo, ieri. Subito si è scatenato il toto-Kosovo: il neo-stato parteciperà alle prossime Olimpiadi? Un comitato olimpico esiste dal 2003 e i kosovari possono anche vantare un bronzo olimpico, ottenuto nel pugilato da Azis Salihu a Los Angeles 1984 (naturalmente con i colori della Jugoslavia). Il comitato olimpico, tuttavia, non è ancora riconosciuto dal Cio. Il fatto di rappresentare un paese indipendente era l'ultimo ostacolo, che ora è stato levato. Tanto è vero che il presidente della commissione relazioni internazionali del Cio, Pescante, ha già preannunciato che il Kosovo verrà riconosciuto come nazione olimpica, anche se difficilmente potrà gareggiare come tale a Pechino. In realtà, sembra che gli atleti kosovari puntino piuttosto a rinnovare la formula che è già stata sperimentata a Sydney 2000 per Timor Est, ovverosia di essere ammessi a gareggiare come atleti indipendenti. Una commissione ad hoc è stata organizzata dalla missione Onu che amministra la regione. Ma la questione rischia di diventare l'ennesima patata bollente per il Cio, a meno di sei mesi dai Giochi. Da una parte c'è il sogno universalistico del Cio ("all sports, all nations" diceva de Coubertin), dall'altra il desiderio di evitare un nuovo scontro politico-diplomatico - che verrebbe ad aggiungersi ai grossi problemi legati alla politica, interna ed estera, della Cina - dovrebbe suggerire una certa prudenza. Finché la comunità internazionale è così divisa sulla questione kosovara, un riconoscimento intempestivo del Cio potrebbe rivelarsi un boomerang, soprattutto quando si sa che una potenza sportiva come la Russia (e futuro paese ospite dei Giochi invernali nel 2014) è fortemente ostile all'indipendenza del Kosovo e che la stessa Cina è piuttosto tiepida sulla questione, probabilmente in considerazione dei problemi che essa stessa vive in alcuni suoi territori. I commenti più che positivi che l'indipendenza del Kosovo ha ottenuto a Taiwan, poi, non contribuiranno certo a facilitare le cose.

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