lunedì 31 marzo 2008

Samaranch e la Cina

Nel mio ultimo post parlavo dell’imbarazzo dell’attuale dirigenza del Cio nei confronti della Cina e delle responsabilità dell’ex presidente Samaranch nella scelta di Pechino (ne ho pubblicato uno leggermente diverso in inglese). Nel frattempo, ho trovato un’intervista proprio a Samaranch sul giornale spagnolo Abc, nella quale parla della propria presidenza, di come avrebbe salvato l’olimpismo dopo le Olimpiadi di Mosca e si esprime con toni entusiastici sulla Cina, rivelando anche alcuni aspetti dell’elezione di Pechino che non conoscevo. Ecco alcuni brani significativi dell’intervista:

-Personalmente, ho una relazione molto intensa con la Cina, li amo e li ammiro. Conosco questo paese da trent’anni e i cambiamenti che ci sono stati sono impressionanti.

-E’ cambiata ancora di più dopo la designazione come sede olimpica?

-L’elezione della Cina è stata facile. I membri del Cio volevano andare in Cina, sapevano che ha un quinto della popolazione mondiale, che stava facendo molto per lo sport. Non dimentichiamo poi che si è comportata molto bene con noi con la sua partecipazione negli Stati Uniti [alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, boicottate dai paesi comunisti] in un momento grave.

-Però, aveva già presentato una candidatura in precedenza…


-Era stato per le Olimpiadi del 2000 e aveva perso per due voti. Erano molto delusi, tanto che per rincuorarli dissi al presidente cinese di presentarsi per il 2004, e lui mi disse “quando un cinese viene morso da un serpente velenoso se ne ricorda per molto tempo”, e infatti non si presentarono. Lo hanno fatto poi per le Olimpiadi del 2008 che hanno vinto molto facilmente e in questi otto anni i progressi che hanno fatto con una crescita del 12-15% sono impressionanti.


-Cambiamenti solo economici?

-Hanno fatto molte cose positive, e il principale per me è che la popolazione cinese vive molto meglio di prima.

Naturalmente, non poteva mancare un riferimento alla situazione in Tibet.

Certo, negli ultimi giorni è venuta fuori la questione del Tibet, però la Cina si è aperta sufficientemente. Ci sono già giornalisti internazionali che sapranno e racconteranno quello che è successo con la rivolta. L’hanno soffocata con i mezzi che avevano, ma c’è una cosa positiva, che il Dalai Lama non chiede l’autonomia per il Tibet, chiede uno status di maggiore libertà e non ha mai chiesto di punire il popolo cinese, dice che i Giochi devono celebrarsi.

E, per finire, un bell’esempio di come il presunto apoliticismo del Cio possa essere utilizzato con cinismo:
Nessuno parla di boicottaggio. Si parla di boicottare la cerimonia di apertura. Se qualche politico non vuole andare alla cerimonia, non ha importanza, quello che importa sono gli atleti.

2 commenti:

Kijar ha detto...

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bella ha detto...

Grazie Fabio,

sono un Cinese vivo in Italia, sono disperata con tutte le notizie false sul tutti i gioniali, telegiornali Italiani, tuo blog mi fa sentire umano e mi fa piangere. Grazie per il tuo ottimo lavoro.

Saluti,

Celeste