venerdì 22 agosto 2008

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Alcune considerazioni a due giorni dalla fine delle Olimpiadi, prima di tirare le somme definitive:

1- lo strapotere della Cina va già al di là di tutte le previsioni. I cinesi hanno già una volta e mezzo le medaglie d’oro degli Usa (che "tengono" solo nel numero totale delle medaglie). Eravamo già davanti a una grande potenza sportiva, ma il fattore campo non era mai stato così decisivo nelle Olimpiadi moderne (se si escludono le Olimpiadi falsate dai boicottaggi). Senza voler insinuare nulla, l’ascesa della Cina sulla scena olimpica è seconda solo a quella della Germania Est negli anni 1968-1988.

2- questo strapotere è favorito dalle prestazioni mediocri degli statunitensi in quasi tutte le loro specialità tradizionali (ad esempio la velocità), nonché dal vero e proprio crollo della Russia, ormai una nazione decisamente di seconda fascia. La seconda fascia, peraltro, è veramente diventata tale, con un distacco notevole tra la nazione che è seconda (gli Usa) e quella che è terza (la Gran Bretagna) nel medagliere.

3- il medagliere mostra anche una grandissima dispersione delle poche medaglie che i cinesi lasciano agli altri: a due giorni dalla fine sono già 85 le nazioni a medaglia e 50 quelle che hanno avuto almeno un oro. Tanto per fare un confronto, ad Atene 2004 le nazioni a medaglia erano state 75 a Sydney 2000 80.

4- possibile che di tutte le famose proteste e prese di posizione da parte degli atleti nei confronti della Cina non ce ne sia stata nemmeno una. Le organizzazioni per i diritti umani sono state così poco convincenti, le federazioni sono state tutte così convincenti, o i cinesi non ce ne hanno fatta vedere nemmeno una?

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